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Pratica collaborativa e negoziazione assistita.

Si tratta di metodi alternativi al procedimento giudiziale.

La pratica collaborativa, pur essendo nata per risolvere i conflitti familiari, può essere applicata efficacemente a tutti i conflitti commerciali ed economici per preservare i rapporti tra le parti e garantire la loro soddisfazione . La Legge 162/2014 ha conferito una veste normativa a questo metodo introducendo e regolamentando la NEGOZIAZIONE ASSISTITA , applicabile, facoltativamente, anche all'evento separazione/divorzio oltre che ad altri contenziosi per i quali è obbligatoria . In tale ottica la pratica collaborativa si pone come un intervento con forti connotazioni sociali, volto a realizzare un modello culturale che – all'opposto di quello imperniato sullo scontro abitualmente operante – ha l’obiettivo di riqualificare il generale impianto delle relazioni umane, da quelle strettamente familiari a quelle sociali in generale . Si può riassumere nel seguente concetto: DALLO SCONTRO ALL'INCONTRO ATTRAVERSO IL CONFRONTO.

Le peculiarità del nostro metodo di lavoro sono: – Incontri a quattro (le due parti e i rispettivi avvocati) in uno studio privato dove si affrontano i singoli temi in contestazione in modo civile, leale e riservato al fine del raggiungimento di un accordo, con uno sguardo proiettato al futuro e che tuteli prioritariamente il diritto ed i bisogni dei figli coinvolti e salvaguardi la serenità di ogni componente la famiglia in via di separazione. – Lavoro di squadra: l’obiettivo è comune e non consiste nella vittoria dell’uno sull’altro bensì nel raggiungimento di una “soluzione su misura” che soddisfi entrambe le parti (al contrario di quanto avviene nel contenzioso giudiziario). – Interdisciplinarità : il nostro metodo prevede la partecipazione – facoltativa ed ove occorrente – alla squadra di altri professionisti collaborativi, quali psicologi, mediatori familiari, esperti finanziari/commercialisti, a seconda delle singole esigenze. – Rispetto delle regole: riservatezza, trasparenza, cooperazione e fiducia. Gli avvocati delle parti si impegnano, nel caso di fallimento del percorso collaborativo, a non assisterle nell'eventuale contenzioso giudiziario. Ciò garantisce il pieno rispetto del codice deontologico e il massimo sforzo nel perseguimento del risultato comune. – Attivazione dell’autodeterminazione e valorizzazione delle competenze genitoriali: nessuno meglio dei soggetti coinvolti può sapere cosa sia meglio per loro; non c’è delega al giudizio di un terzo. – Pratica dell’ascolto attivo: comprendere le richieste altrui consente di spostare l’attenzione dalle posizioni ai reali interessi, favorendo così il percorso negoziale e contenendo il conflitto. – Costi e tempi ridotti e definiti rispetto al contenzioso in Tribunale; garanzia di assistenza globale e specialistica sia sotto l’aspetto legale che relazionale e/o finanziario .

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